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Strutture Antiche
La citta' di Messina, l'antica Zanclon, da sempre considerata nel contesto del Mediterraneo, luogo di assoluto rilievo ed importanza sia commerciale che strategico militare, sin da epoche remotissime fu sistematicamente soggetta alla messa in opera di vari impianti fortificatori sorti a controllo e difesa costiera, portuale e collinare, modificati nei secoli in base alle evoluzioni tecnico costruttive e geopolitiche. Molteplici sono quindi le vestigia ancora oggi visibili, nonostante le offese arrecate dal tempo e spesso dall'abbandono.
Tali esempi di architettura fortificata ancor oggi presenti sul territorio della citta', possono essere compresi in tre periodi fondamentali, relativi all'architettura medievale, moderna e contemporanea. Tipologie strettamente connesse tra loro, poiche' cronologicamente conseguenti dal punto di vista dell'evoluzione delle tecniche costruttive.
Le fortificazioni Messinesi ascrivibili al periodo medievale ed altomedievale, sono oggi rappresentate in maniera eloquente da opere quali: la cinta muraria, cittadelle, castelli e torri di vario tipo e funzione, strutture residue di un ben piu' ampio sistema fortificatorio evolutosi nei secoli, in modo particolare dal XV secolo in poi.
Le soluzioni tecniche visibili si rifanno al periodo di maggiore diffusione dell'architettura bastionata a pianta poligonale a cortine irregolari scarpate, dotata di artiglierie in barbetta (a cielo scoperto) e in casamatta (protetta), per la difesa sia a distanza che ravvicinata, nata ed evolutasi per meglio rispondere allo sviluppo e l'evoluzione dell' artiglieria e relative invenzioni, divenuta strumento di offesa idoneo ad azzerare le tipologie difensive sin a quel momento adottate.
Ecco spiegato, per quel che riguarda gli esempi Messinesi, il perche' dall'assenza di cortine murarie regolari, merlature, torri angolari, elevazioni eccessive dei corpi di fabbrica, ecc. Tutti elementi tipici delle fortificazioni meno evolute.
La tendenza a modificare ed abbassare le fortificazioni inizio' gia' nel XIV-XV secolo, periodo in cui si abbandonarono le vecchie concezioni standard di castello a favore di varie, nuove e piu' efficaci soluzioni, tra cui, al fine di offrire sempre minor fronte al tiro d'artiglieria sempre piu' preciso e pericoloso, anche la significativa diminuzione dell'altezza delle strutture in rapporto all'estensione orizzontale, utilizzata in contrasto con la posizione dominante delle fortificazioni precedenti, e gradualmente abbandonata allorquando gli svantaggi dell'esposizione superarono i vantaggi offerti dalla posizione elevata.
Alla capacita' difensiva passiva (ovvero di mimetizzazione e assorbimento degli effetti dei colpi delle artiglierie nemiche), va aggiunta quella attiva a distanza e ravvicinata. La prima conferiva la possibilita' di difendere un tratto costiero, sbarrare una via o un passo, mediante un tiro di artiglieria a distanza a 360 gradi, secondo la gittata massima utile della artiglierie in dotazione; la seconda invece interveniva in caso di riuscito avvicinamento nemico al di sotto della gittata minima delle artiglierie. Essa si attuava mediante azioni fuoco radente, d'infilata ed incrociato, con pezzi posti in cannoniera traditrice (per la posizione defilata). In aggiunta o completamento della difesa ravvicinata, potevano esservi altri espedienti classici quali caditoie, mensole, cordoni, trabocchetti, feritoie, fossati ecc, quali elementi principali dell'azione difensiva detta aggettante e ficcante.
Castelli e Torri