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Strutture Moderne
Detto anche direttrice d'attacco, cioè la
parte più elevata ed orientata verso l’obiettivo, è
ricavato sulla sommità del rilievo stesso nel quale l’opera
è inserita, mimetizzata e ben protetta. Rappresenta la parte principale
dell’opera, in cui si posizionava l’artiglieria e si individuavano
e battevano gli obiettivi in mare.
Fondamentale quindi la funzione del terrapieno che inteso come la parte
elevata della massa coprente, è da considerarsi elemento mimetico
/ protettivo (ed anche angolo morto) appositamente studiato per la sicurezza
dell’ intera struttura in caso di tiro navale nemico. La sua inclinazione
può variare all’aumentare dell’ altitudine dell’opera
e della distanza dalla costa dalla batteria (e del conseguente rapporto
distanza dalla costa / gittata minima), mentre lo spessore, per le stesse
caratteristiche, (più alta è l’opera maggiore è
lo spessore) partendo dal piede (base) e considerato il materiale sabbioso,
argilloso o roccioso col quale è costituito (o calcestruzzo nelle
opere più moderne) e la capacità di penetrazione dei proiettili
dell’epoca, è comunque superiore ai 12 m.
Tale zona è detta anche terrapieno di combattimento o zona
di fuoco, adibita quindi al posizionamento (tramite apposite rampe,
in alcuni casi non presenti a causa della particolare conformazione struttura)
all’installazione dei pezzi d’artiglieria di grosso calibro
e gli strumenti idonei all’individuazione, l’ identificazione
ed il puntamento dell’obiettivo, raccolti nelle torrette telemetriche
corazzate.
Le artiglierie disposte in piazzole o in piattaforma circolare a pozzo
o semicircolari, erano posizionate a coppie di due, allo scoperto e
protette da un parapetto, che lascia intendere il principale tiro a puntamento
diretto. In alcuni casi allo scopo di aumentare il settore di tiro e battere
obiettivi d’infilata, le batterie potevano armare un ulteriore coppia
di cannoni di medio calibro, posizionati parallelamente alla linea
del fronte della fortificazione.
Le postazioni sono in alcuni casi separate dalle riservette munizioni di
pronto impiego fungenti anche da traverse protettive, cioè
robuste e basse costruzioni in muratura alla prova, collegate ai sottostanti
locali montacarichi coi quali veniva issato il munizionamento, in altre
invece il fronte d’attacco è libero da strutture, poiché
le riserve munizioni si trovato in appositi locali dotati di montacarichi
posti proprio sotto le piazzole, con cui sono collegati tramite piccoli
vani o pozzetti dai quali veniva issati i proietti e le cariche di lancio.
Nel primo caso le riserve laterali poste sotto le torri telemetriche e collegate
al primo livello di deposito, contenevano i proietti, quelle centrali invece
le cariche di lancio. Come già accennato ai lati della linea
di fuoco sul punto più alto erano posizionate le due cupole d’acciaio
resistenti ai colpi di armi di piccolo calibro e schegge, in cui si posizionava
il telemetro e che sono appunto denominate torrette telemetriche, cioè
gli osservatori tramite i quali venivano individuati gli obiettivi e forniti
i dati e le coordinate ai pezzi.
Strutture Moderne
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