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Strutture Fortificate Messinesi









Castellaccio o Castello di Orione

  • ORIGINE DEL NOME: dalla zona un tempo impervia ed isolata  e dal fondatore della citta', secondo la mitologia
  • UBICAZIONE:Gravitelli
  • ANNO DI COSTRUZIONE: l'attuale struttura e' il frutto della rivisitazione cinquecentesca dell'ingegnere Ferramolimo, ma le origini sono molto  piu' antiche.
  • ALTITUDINE s.l.m. 100m
  • TIPOLOGIA (attuale):fortificazione simmetrica a pianta quadrangolare, con 4 baluardi angolari per artiglieria in barbetta e casamatta
  • STATO: grave abbandono.
  • ACCESSO: visitabile tramite autorizzazione

Il Castellaccio e' certamente una delle fortificazioni piu' antiche e forse meno conosciute della citta'.
L'attuale struttura si rifa' alla rivisitazione tecnica che l'ingegnere militare Ferramolino a partire dal 1537 dette a tutte le fortificazioni della Sicilia, Messina compresa, su ordine del sovrano Austro Spagnolo Carlo V.
Il castello opera extra moenia (fuori dalle mura) come il vicino Castel Gonzaga (piu' a nord), svetta su una rocca strategica facilmente difendibile, a picco sulla sottostante vallata e da cui il controllo del territorio e' totale, sovrastando anche il castello di Roccaguelfonia Matagrifone, posto pressappoco sulla stessa direttrice ma in posizione nettamente piu' bassa.
Al Castellaccio insieme al Gonzaga spettava anche il compito non meno importante di "guardare le spalle alla citta'", dotata della cinta muraria bastionata, difendendola e sbarrando il passo ad eventuali incursioni da tergo (dalle colline circostanti) .
Struttura semplice ma possente seppur con dimensioni abbastanza contenute, presenta una pianta quadrangolare (con quattro baluardi o puntoni angolari, dotati di cannoniere e congiunti dalle relative cortine murarie) e simmetrica, somigliante al castello di Spadafora (arch. Camillo Camilliani).
I periodi storici di rilievo sono gli stessi attraversati dalle fortificazioni limitrofe, in particolare quello relativo alla rivolta antispagnola (1674-78) allorquando fu occupato dai patrioti Messinesi con al comando il nobile Giacomo Avarna. Negli anni successivi il castello e' probabilmente stato abbandonato o comunque utilizzato per scopi secondari.
L'opera e' sostanzialmente integra ma soffocata da tutta una serie di costruzioni esterne ed interne, che non rendono merito alla valenza architettonica della struttura stessa, avente comunque caratteristiche e peculiarita' in molti casi di rilievo.
Tutto sommato l'impianto cinquecentesco del Castellaccio si presenta effettivamente piu' integro di quanto si possa pensare, essendo ancora ben leggibile con i quattro baluardi o puntoni, le cortine che li congiungono ed altre particolarita', ciononostante l'aggiunta di strutture e superfetazioni in epoche piu' recenti (ad es. il corpo centrale ecc), utili alle attivita' caratterizzate dall'alto contenuto sociale cui la fortificazione fu destinata a partire dagli anni 50, ad opera del benemerito padre Nino Trovato (Villa Pia).
Evidenti perciò i segni dei cambiamenti e delle alterazioni che, con il passare del tempo ed esauritasi la funzione di Villa Pia alcuni decenni addietro, si sono trasformati in degrado. All'abbandono si sono aggiunte le solite azioni vandaliche che ne hanno peggiorato le condizioni.

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