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Strutture Moderne
Le batterie costiere di fine ottocento, rappresentano l'ulteriore
e non definitivo adattamento dei sistemi difensivi all'evoluzione delle
artiglierie. Sorgono in zone collinari ancora oggi ricche di flora e fauna,
scelte in relazione alle qualità di predominanza e controllo del
territorio. L’aria è salubre e l’ambiente sano ed incontaminato,
mentre i panorami strategici di cui si può godere sono suggestivi
ed incantevoli.
Le opere sono strutture a prova di bomba del primo periodo e seconda generazione.
Vista la presenza di caponiere o tamburi, fossati,
ponti levatoi ecc, potrebbero inizialmente dare una generica parvenza
stilistica neo-medievale o neo-rinascimentale, una volta però meglio
osservate e studiate, è facile comprendere le sostanziali differenze
con opere molto più antiche e con le quali è impossibile ed
errato fare un paragone o cercare inutili comunanze.
Tutti i particolari che contraddistinguono queste opere anche i più
piccoli ed apparentemente insignificanti o casuali, sono sinonimo di razionalità
e studio, poiché contribuiscono nel loro insieme a renderne secondo
le conoscenze dell’epoca, la struttura indistruttibile ed a farne
un tempo macchine da combattimento efficienti e sicure, ed in caso estremo
piccole roccaforti autonome. Estese più in larghezza che in altezza,
con spessi muri esterni scarpati in pietre (di solito roccia locale,
o basaltica) squadrate e lisce lavorate in scalpello, presentano una struttura
molto robusta, studiata per assicurare la tenuta contro le artiglierie nemiche
ed il contenimento con un certo margine di sicurezza delle polveri ed il
materiale esplodente necessario alle artiglierie installate. La prova della
loro solidità strutturale è stata ampiamente dimostrata durante
il terremoto del 1895 (meno conosciuto) ed in particolar modo il
devastante sisma del 1908, corrispondente a 7,3° magnitudo Richter
e classificato al dodicesimo ovvero l’ultimo grado della scala Mercalli.
Per quanto concerne la forma e le dimensioni esse sono tranne alcune eccezioni
tutte simili, a pianta trapezoidale e simmetriche, dislocate su due o tre
livelli, in base alla larghezza del rilievo che sovrastano e nel quale sono
inserite, in modo da essere nella parte anteriore e laterale invisibili,
ma sopratutto protette dalla collina stessa che fungendo da terrapieno protettivo,
aveva il compito di assorbire gli effetti di eventuali colpi di artiglieria
navale spegnendo l’energia cinetica dell’impatto (sollecitazioni
di compressione), e proteggere con un parapetto sia le artiglierie in
barbetta installate dietro di esso, sia la parte retrostante e "molle"
delle opere dalla quale si accede e che presenta differenze da quella anteriore.
Le batterie sono infatti costituite da due facce o fronti opposti.
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