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Castello Roccaguelfonia - Matagrifone
Il castello Roccaguelfonia o Matagrifone rappresenta una dei primi esempi di fortificazione di un sito particolarmente strategico. Esso costituisce infatti la tipica fortezza detta rocca, cioè fortezza di grandi dimensioni costruita in cima a un monte o in un luogo elevato, dirupato e scosceso. Il termine "rocca" esprime spesso la dizione particolare di fortezza, derivato dal toponimo d'origine, cioe' la designazione derivata dai suoi caratteri orografici specifici.
Opera interna alla cinta muraria, e' la fortificazione (o cio' che ne resta) più importante, antica e strategica in assoluto, seppur abbia perso buona parte della sua valenza già a partire del XVI secolo, diventando di fatto un ridotto, ovvero opera di fortificazione utilizzata per i combattenti dopo una prima difesa.
Il nome Matagrifone proviene da Matagrifon, ovvero "ammazzagrifoni", soprannome (grifoni) dispregiativo con il quale gli Europei del nord chiamavano i Greci. Quello di Roccaguelfonia invece e' riferibile al fatto che Riccardo Cuor di leone fosse un re Guelfo.
Il castello, oltre che dalla cinta muraria culminate ad ovest con la storica torre della Vittoria, protagonista della guerra del Vespro, (abbattuta nel 1960 per fare spazio ad insediamenti abitativi), era difeso alle spalle (a monte) da opere di sbarramento quali il Castellaccio ed il Castello Gonzaga. La posizione a cavaliere particolarmente strategica ed ideale lo poneva innanzitutto in asse con l'estremita' della penisola falcata, in modo da chiudere l'accesso al porto, mentre il controllo sia costiero che collinare della citta' era totale.
Il castello Roccaguelfonia e' sicuramente tra i piu' antichi ed importanti simboli della storia di Messina, la cui fama raggiunse nuovamente elevati livelli all'epoca delle crociate, in quanto base di partenza delle truppe cristiane per la Terrasanta.
Appunto in occasione della terza crociata (1190), la fortezza fu riedificata su ordine del sovrano Inglese re Riccardo Cuor di Leone, che ivi risiedette sino al 1191, anno della sua partenza per la Terrasanta e della distruzione del castello per suo stesso volere.
Vari i periodi storici attraversati da questa fortificazione. Protagonista i Vespri nel 1282, allorquando fu occupato dalla truppe Angioine al comando di Michelotto Gatta ed incendiato l’anno successivo dai Messinesi mentre era vi tenuto prigioniero Carlo lo Zoppo, figlio del re Carlo D'Angio' (che durante l'assedio della citta' si era attendato poco lontano). Nel 1284 fu dimora della Regina Costanza D'Aragona nonche' di altri re Aragonesi. Il castello fu modificata piu' volte ed in particolare nel 1537 dal Ferramolino, in occasione della rivisitazione in chiave moderna del sistema fortificatorio Siciliano.
Nel 1674 la fortezza fu protagonista della rivolta antispagnola e nel 1718, luogo di un attacco contro le truppe savoiarde in fuga dalla Sicilia dopo gli scontri contro gli Austriaci. Nel 1734 luogo di battaglia tra le truppe Austriache e quelle Spagnole, che a Messina ultimarono la loro opera di conquista dell'isola.
Nel 1759 venne parzialmente adibito a convento degli Agostiniani scalzi, danneggiato dal terremoto del 1783, nel 1838 divenne carcere e di nuovo luogo di battaglia poiche' assediato e danneggiato dai Messinesi durante i moti del 1848. Distrutto nel sisma del 1908 sulle sue rovine nel 1935 e' stato edificato il Sacrario di Cristo Re, che accoglie le spoglie dei militi caduti in guerra, anch'esso danneggiato durante i bombardamenti del 1940-43 (periodo nel quale era anche diventato ospedale per l'accoglienza e l'assistenza ai feriti gestito dalla Croce Rossa).
Oggi della fortificazione rimangono pochi resti come la torre ottagonale, ascrivibile al periodo Normanno-Svevo, rivisitata piu' volte e probabilmente collegata ad uno degli ingressi che danno accesso ai sotterranei del castello; ed alcuni tratti ancora imponenti della cinta muraria con relativi baluardi che cingevano la fortificazione.
In tempi moderni sulla sommita' della torre ottagonale e' stata installata una delle campane più grandi d'Europa, da poco ripristinata.
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